Sindrome di Brugada, ecco quali sono le conseguenze sul cuore

Sindrome di Brugada

La sindrome di Brugada è una di quelle patologie che vanno a colpire l’apparato cardiaco, dal momento che causa una vera e propria alterazione del tradizionale ritmo del cuore. Inoltre, questa patologia favorisce lo sviluppo del rischio di subire delle aritmie ventricolari di tipo maligno.

Spesso e volentieri, questa sindrome può portare alla morte improvvisa. Eppure dalla tecnologia ben presto potrebbe arrivare un importante aiuto: è in fase di sviluppo un’app che dovrebbe essere in grado di controllare lo stato in cui si trova il cuore di una persona. Un’ulteriore dimostrazione di come le app, al giorno d’oggi, abbiano rivoluzionato ogni ambito della quotidianità. Anche il mondo del gambling ne è stato influenzato. In questa pagina trovi i casino online con carte di credito che vengono considerati affidabili e sicuri, sia per giocare da desktop che soprattutto tramite smartphone e tablet.

Sindrome di Brugada, quali sono i sintomi?

Una delle principali caratteristiche di tutti quei pazienti che sono stati colpiti da questa particolare sindrome è quella di vantare un quadro clinico particolarmente variabile dal punto di vista elettrocardiografico. Infatti, il tracciato del cuore si caratterizza, giusto a qualche ora di distanza, per diventare da normale fino a patologico.

La sindrome di Brugada rappresenta una delle patologie maggiormente diffuse tra gli uomini con un’incidenza pari a 5 su 1000. Le cause sono prettamente ereditarie: il gene che fa la differenza, in senso negativo, ovviamente è quello SCN5A, anche diversi ricercatori ne hanno codificati ben una ventina. Trasmettere la sindrome di Brugada ai figli presenta un livello di probabilità pari al 50% per ciascuna gravidanza.

Capita spesso e volentieri che questa particolare sindrome non insorga con particolari sintomi, anche se è più facile che si manifesti a riposo. I sintomi conosciuti, invece, vanno da normali palpitazioni fino addirittura a qualcosa di molto più grave come un arresto cardiaco.

La diagnosi deve necessariamente avvenire tramite degli esami specifici: ecco spiegato il motivo per cui chi ha già dei casi simili in famiglia deve svolgere il prima possibile alcuni esami. Tra gli altri, troviamo l’elettrocardiogramma, che riesce a diagnosticare tale sindrome nel 66% dei casi. Esistono delle situazioni in cui, invece, tale esame non porta ad alcun risultato: in questi casi, si può optare per la somministrazione di un particolare farmaco che provoca una reazione solamente nelle persone che soffrono di tale patologia.

Servirà poi un ulteriore studio elettrofisiologico per capire effettivamente se il paziente è a rischio di sviluppare delle aritmie cardiache maligne o meno.  Per quanto riguarda il trattamento, tutto dipende chiaramente dal livello di rischio del paziente. Qualora dovessero già essere insorte delle complicazioni, allora si provvede all’inserimento di un sistema medico denominato defibrillatore cardioverter impiantabile, che svolge tipicamente una funzione di salvavita.

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